La mia battaglia verso una meta ignota... Vietato arrendersi.
ATTENZIONE: LEGGERE QUESTO BLOG RENDE TEMPORANEAMENTE IMMORTALI
(Nessuno è mai morto leggendo questo blog, percui tecnicamente la frase è corretta)
ATTENZIONE: QUESTO E' IL MIO BLOG SERIO, MA OVVIAMENTE DOVEVO ANCHE AVERE UN BLOG DEMENZIALE

Ho sempre pensato a questa e volevo condividerla con voi.
Sono tornato, sul serio, molto meglio di prima.
Persino più forte.
Sorridete insieme a me! :)
Shin
- - AVVERTENZA - -
Il seguente post è particolare. Conclude una serie di avventure durate molto a lungo, ovviamente per dare l'inizio ad una nuova saga, ma chiedo comunque venia per qualsiasi cosa non sia di vostro gradimento.
- - FINE AVVERTENZA - -
Apro gli occhi.
Eccomi, sono sdraiato sul pavimento della sala del trono di Ade. Tengo ancora in mano lo Scudo di Pallade, e la Spada di Damocle mi è caduta poco vicino. Ade mi volge le spalle, si sta dirigendo con noncuranza verso il suo trono, aspettandosi che uno dei suoi scagnozzi gli liberi la sala dal mio cadavere.
Mi muovo.
La sua camminata si interrompe bruscamente. Si volta. Sgrana gli occhi.
Sì, probabilmente questo è troppo persino per lui.
Shin è in piedi, e lo fronteggia nuovamente. La ferita al cuore è ancora sanguinante, eppure Shin è in piedi a togliersi la polvere di dosso.
Ade lo fissa con odio, e parte nuovamente alla carica.
Shin para il colpo con naturalezza. Ade resta esterrefatto.
Ade attacca furioso, forsennato, senza precisione, senza strategia, puro ardore combattivo. Shin para con freddezza, con semplicità, senza bisogno di sforzarsi.
Ade urla di rabbia, fa un passo indietro, fiamme gli si sprigionano dagli occhi. Il corpo muscoloso sembra diventare di un rosso acceso. Carica.
Shin afferra il Tridente. Con una sola mano.
E sempre con una sola mano, sotto lo sguardo incredulo di Ade, lo spezza.
Ade barcolla all'indietro fissando con stupore il moncone della sua arma, mentre il suo avversario ne scaglia la testa in un angolo remoto della stanza.
L'Oscuro Signore porta le mani dietro alla schiena, con un ghigno diabolico. Lunghi artigli gli escono al posto delle unghie. E parte nuovamente alla carica.
Shin tenta la parata, ma sente un blocco. Lo stesso che sentì quando fu trapassato dal Tridente. Quando fu ucciso. Quando perse la battaglia.
Sente la stretta di una mano invisibile a serrargli il braccio con lo Scudo. Ma stavolta è pronto. Facendo forza con il braccio, catapulta la creatura invisibile in avanti, verso il suo nemico.
Ade, sorpreso da questa repentina dimostrazione di forza, non fa in tempo ad arrestare la sua corsa.
Gli artigli del Signore del Buio trapassano la creatura, zampillando sangue.
Ecco, lo vedo indietreggiare, fissando con orrore il pavimento, mentre la forma di un giovane appare lentamente alla vista, riportata allo stato visibile dal suo decesso.
Ed ora che lo riconosco, il puzzle si completa. Sigfrido, il Cavaliere, ecco chi era ad avermi fermato. Per quale motivo abbia deciso di collaborare con l'Oscuro Signore,questo lo ignoro. Ma l'Anello dei Nibelunghi poteva fornirgli sicuramente l'invisibilità di cui aveva bisogno per fermarmi, anche solo per un istante.
Ade ora è terrorizzato. Ha capito di fronteggiare un nemico oltre la sua portata.
Ma lui neanche immagina cos'è successo nel frattempo.
Shin ha una nuova terribile arma. La trascendenza.
Ade tenta di attaccare Shin con i suoi lunghi artigli, ma quando arriva di fronte al Principe delle Ombre, lui non è più lì. Ade ghermisce il vuoto, l'aria dove fino a qualche secondo prima si trovava il suo avversario.
"Cerchi me?" sussurra Shin alle spalle del Signore del Male.
Ade si volta di scatto.
"Come hai fatto?" urla.
"Mi hai ucciso, no? Non sei contento?"
Ade tenta di colpire Shin, ma l'unico risultato che ottiene è di vederlo dividersi in due, come una bolla di sapone. Due Shin identici, speculari, di fronte a lui.
"Oh, fossi in te non ci proverei troppo." sorride Shin di sinistra.
"Già, vecchio mio, lascia perdere." aggiunge Shin di destra.
"Chi diamine sei? Come ci riesci?" schiuma Ade rivolto prima all'uno poi all'altro guerriero.
"Oh... dici questo? Facile! Posso farlo anche meglio se vuoi!" e detto questo, un cerchio di dodici Shin appare intorno al Signore del Male.
Ade tenta di colpire uno Shin a caso, senza riuscirci. Incespica. Cade a terra. Ride come un pazzo.
Shin lo guarda. Prova pena.
Gli Shin si ricompongono a formare una sola figura.
"La realtà ha solo la forma che tu gli dai. Vivere, morire, non fa alcuna differenza se non sai cosa fare della tua esistenza, se la spingi alla deriva senza un obiettivo, se non provi alcun sentimento. Spingersi a collezionare anime dei defunti, vivere di crudeltà, perché? Perché? Che senso ha? Non ha alcun senso affannarsi alla ricerca di qualcosa che non puoi ottenere, qualcosa che non puoi avere in nessun modo, qualcosa in cui non credi neppure. Invece ha senso donarsi ad un sogno in cui credi, in cui vivi, per il quale puoi persino morire. Io non ho paura, perché vivo ogni giorno non come se fosse l'ultimo, ma come se fosse il primo in cui vivo davvero. Ho superato problemi ben peggiori di questo. Ho guardato nello specchio nero della mia anima, anni fa, ed ho vinto. Guardami, Ade."
Il Signore del Male mi guarda di sottecchi con uno sguardo da folle. La convinzione di essere il più forte o quantomeno il più furbo era la certezza sulla quale aveva basato la sua esistenza. Senza questa realtà, la sua stessa esistenza viene messa in dubbio.
"Sei soltanto l'Ombra del Signore che regnava qui. Non ha più senso lasciarti esistere."
Shin si china verso il suo nemico.
La stanza viene invasa da un secondo d'Ombra impenetrabile.
Shin si allontana lentamente dalla scena.
"Chiunque può farsi giustizia ora. Non sarò io a calare il mio piede su di te."
Ade guarda Shin ed un briciolo di raziocinio gli sfiora la mente. In ginocchio, tende la mano per un secondo disperatamente verso il Principe delle Ombre, ma lui si sta già allontanando, tornando indietro.
Camminando in mezzo a tutte le Anime del Regno dei Morti, che si dirigono verso il loro Signore.
Il loro EX Signore.
Per avere Giustizia.
Shin
Spesso la vita è strana, accadono cose che nessuno di noi sarebbe mai stato in grado di prevedere.
Guarda me. Conducevo una vita normale, pressoché tranquilla. Studente universitario, amici, ragazza, qualche lavoretto qua e là. Niente di così diverso dalla norma. Certo, mi sentivo diverso dentro, ma alla fine ero solo lo specchio di un'illusione.
Poi, l'inizio dell'Odissea.
Immaginami viaggiare per terre che non conosco, e poi addirittura richiamato in Ade per via della Chiave del Cuore. Immaginami colpito a morte dal Signore Oscuro, e spedito nel Regno Senza Tempo a giocare a scacchi la partita della mia vita.
Non ero preparato a questa partita, e la Morte è andata velocemente in vantaggio, poi mi sono gradatamente ripreso.
E sono arrivato alla situazione attuale con non poca fatica.
La Morte sta andando a riprendersi la Regina Nera. Se ci riesce, ho perso.
Ma quello che neanche la Morte si aspetta, è che decida l'ultima azione suicida della partita.
Non ha senso infatti preoccuparsi di mantenere la Torre, se poi il mio avversario riesce a prendere Regina.
Niente, devo andare, è il mio momento.
La Torre riesce a mettersi sulla strada del pedone, e sebbene sia protetto, mangia.
Successivamente, l'Alfiere nemico spazza via la mia torre.
Risultato, Shin solo con il re, la Morte con re e Alfiere.
Persino la Morte non si attendeva questo finale.
Partita Patta.
"Ed ora che si fa?" chiedo io "Avevamo detto cosa sarebbe successo se avessi vinto tu, e cosa sarebbe successo se avessi vinto io... ma non cosa sarebbe successo se avessimo pareggiato."
"Suppongo che non sia giusto che ti rimandi indietro da vivo..." esordisce la Morte con tono sepolcrale "...ma del resto neppure che ti trattenga qui. Facciamo così. Ti affido una missione, riportandoti indietro. Se la porterai a termine, ti restituirò la vita. Nel frattempo vivrai uno stato a metà, sospeso tra Vita e Morte, e ritornerai esattamente nel punto in cui saresti stato ucciso."
"E cosa dovrei fare?"
"C'è un Eroe, in Grecia, che non posso scalfire. Il suo nome è Achille. Il suo tempo sarebbe già venuto da molto, ma purtroppo non ho armi contro di lui."
"Ma io credevo che fosse vulnerabile..."
"...sul tallone? Vecchia credenza. Ma errata. Achille non è morto. La leggenda vorrebbe che Achille fosse vulnerabile solo sul tallone perché per esso lo teneva la madre Teti quando lo immerse nello Stige. Ma come converrai, questa è solo una leggenda. Teti ha immerso completamente Achille nello Stige. Io non posso arrivare a lui."
"Scusami. E come potrei io?" guardo quel teschio ghignante con uno sguardo di vacua protesta.
"Non lo so. Questo è il tuo compito.Uccidi l'immortale entro un mese, ed avrai indietro la Vita."
"Ma..." tento di giustificarmi.
"Niente ma."
Sono le ultime parole che sento lì. Tutto vortica e svanisce. Per un attimo mi sembra di leggere nella Morte uno strano sguardo, come se sapeva dal principio che saremmo arrivati qui.
Poi tutto si ricompone. Sono sdraiato a terra. Con una ferita in petto. Nella sala di Ade.
Che ride e ancora non sa.
Non sa che Shin è tornato.
Ed è tornato per lui.
Shin
No Ade.
Non puoi attaccare ed averla vinta sempre tu.
Sollevo la Spada di Damocle, mentre il terribile Re degli Inferi mi attacca ed infuria senza pietà alcuna contro il mio Scudo. Lui, preso dalla frenesia dell'attacco, neanche si avvede della minaccia che incombe.
Calo impietosamente la Spada di Damocle su Ade, e lo ferisco.
Icore zampilla dal suo petto squarciato mentre il Re degli Inferi strilla forsennato.
Tento di colpirlo ancora, almeno ci provo, ma non ci riesco.
Qualcosa mi trattiene, una mano invisibile, non so di chi, qualcosa di totalmente sleale.
"E' questo il tuo modo di combattere Ade?" urlo.
"Non è importante la lotta. E' importante la vittoria." replica sofferente l'Oscuro Signore.
E affonda il Tridente nel mio cuore.
...
...e Shin cade a terra, ferito mortalmente, nella Sala del Trono di Ade. Cade a terra senza un lamento, con un'espressione di eterna rassegnazione dipinta sul volto, con l'anima a pezzi, con il cuore infranto, con le speranze disilluse.
Alla fine, Shin ha perso.
Shin
Ed ecco Ade che parte caricando, il volto contratto in un ghigno beffardo, che pregusta e brama la vittoria, una tetra maschera di malignità... che si deforma in una smorfia sorpresa quando il suo Tridente impatta contro lo Scudo di Pallade.
Pallade Atena nacque dalla testa di Zeus, e rappresenta il raziocinio. Il suo Scudo è la materializzazione della ragione.
Ade può continuare ad attaccare con vigore e risentimento, ma Shin para colpo su colpo, coprendosi con lo Scudo di Pallade.
Ed il rumore dei colpi risuona quasi a fornire il ritmo di una musica che soltanto i due contendenti possono udire.
Ade attacca. Shin para.
E' così che va.
Ma Shin... potrà limitarsi a parare per sempre?
Shin
Sto incredibilmente fronteggiando Ade.
Lo vedo prendere in mano un enorme tridente con estrema facilità e sorridermi sprezzante.
"Questo" esclama "è il tridente di Ade, forgiato per me da Efesto in persona. E' indistruttibile. Sarà questo ad ucciderti."
E così, parte, caricandomi.
"Ade, fermati" tuona una voce. Mi giro a vedere chi ha interrotto la corsa del Re degli Inferi e vedo un uomo alto, dignitoso, che mi sorride.
"Hermes! Chi ti manda?" prorompe il Signore Oscuro.
"Sono venuto a portare due doni a Shin, dagli dei.. che vogliono godersi una battaglia leale. Non si attacca un uomo disarmato." Ade sputa per terra, mentre Hermes continua rivolto a me. "Eccoci, Shin, tieni."
Mi porge un grande scudo lucente. "Questo" mi dice "è lo scudo di Pallade. Con questo ha protetto per anni la città di Atene."
Osservo lo Scudo di Pallade con entusiasmo. Ma i regali non sono finiti. Ecco che Hermes estrae dal fodero una massiccia spada.
"Questa" aggiunge "è la Spada di Damocle. Con questa spada sei armato con due artefatti divini."
Prima che faccia in tempo a ringraziarlo, Hermes è già volato via sui suoi calzari alati.
Ade mi guarda con sdegno "E così gli dei ora ti favoriscono eh? Sciocco, potrai essere armato di tutte le migliori armi del mondo, non potrai mai sconfiggermi."
E così dicendo allunga il Tridente. Ma alzo lo Scudo, e devio il colpo.
Lo guardo negli occhi.
Ora ha davvero inizio il duello.
Shin
I servitori di Ade sono scappati.
Probabilmente avrei dovuto affrontare altre mille prove nella fortezza di Ade, probabilmente se non fossi stato convocato dall'Oscuro Signore in persona avrei dovuto scontrarmi con chissà quali altri mostri mitologici.
Invece le porte della sua sala del trono sono spalancate innanzi a me.
E così Shin entra nella sala del trono di Ade.
Sono entrato con spavalderia, sicuro di me, baldanzoso. Ma in realtà non sapevo minimamente cosa sarebbe successo.
"E così ci incontriamo finalmente!" tuona sepolcrale il Re d'Oltretomba. "Ti sei comportato bene nel labirinto."
Non riesco ancora a dire niente, osservo gli occhi penetranti di Ade scrutarmi l'anima.
"Non hai ceduto alla rabbia ed all'ira... complimenti, non lo avrei mai pensato. Ma ora siamo finalmente qui."
Il suo sguardo è vagamente ipnotico ed al contempo sarcastico... mi osserva quasi divertito, conscio della sua posizione di superiorità. Io sono un essere umano, anche se ho dato prova di superare molti umani in coraggio, astuzia ed abilità, lui è pur sempre una divinità, e neppure una divinità da poco. Nel Pantheon, è uno dei più temuti e rispettati.
Ha l'aspetto di un uomo possente sulla cinquantina, età che gli si attribuisce solo dalle rughe scavate sul volto.
"Consegnami le chiavi, Shin" tuona Ade.
Osservo le chiavi che porto appese alla cintura da diverso tempo. Non ricordo dove le ho prese, ero convinto di averle recuperate durante l'Odissea attraverso il mar Egeo, ma probabilmente le ho da molto più tempo con me.
"Non è colpa tua " aggiunge il Re degli Inferi "ti è stato rimosso dalla memoria. Ricorda Shin, ora è il momento."
Ed eccomi nella mia mente quando lascio la mano di Amore e precipito nel vuoto. Non sono morto, ma non ricordavo come fosse successo. Ora invece ricordo. Caddi in acqua, ma qualcosa mi sorresse mentre precipitavo nelle profondità del mare. Qualcuno mi depose gentilmente sulla spiaggia. Quando fui in grado di riaprire gli occhi, stavo osservando Afrodite, la dea dell'amore.
"Shin, tu ti sei sacrificato per Amore, e hai preferito andare incontro a morte certa per lui. Non posso permettere che tu muoia. Anzi. Voglio omaggiarti, perché hai dimostrato rispetto per i miei insegnamenti. Tieni Shin, ti affido un compito importante, prendi le Chiavi del Cuore, e custodiscile finché non potrò tornare a riprenderle. Ho paura di non essere abbastanza al sicuro, mentre nessuno sospetterà di te, un umile mortale. Ora vai."
Guardo le chiavi che ho appeso alla cintura quel giorno e.. solo ora comprendo.
"Già..." continua Ade sorridendo "...ma io ebbi la fortuna di avere Ecate lì.. ed Ecate mi è fedele. Non riuscì a sconfiggerti, ma fu capace di privarti della memoria. Per me è uno scherzo fartela tornare. Tuttavia, siccome sei vivo, non posso ucciderti con i miei poteri divini. Così sono le leggi del Pantheon. Ma posso ucciderti fisicamente se solo ne avessi la voglia. Perciò Shin consegnami subito le Chiavi del Cuore."
Per la prima volta da quando sono arrivato, riesco a parlare.
"Cosa vuoi farne Ade?"
"Non potresti capire... ma provo a spiegartelo ugualmente. La gente nel mondo terreno si danna per Amore. Io voglio estinguerlo. Possendendo le Chiavi del Cuore sarei io a decidere le sorti di Amore in giro per il mondo. E chi domina l'Amore, domina gli uomini."
Guardo le Chiavi con aria attonita.
"Esatto Shin..." Ade interrompe ancora il corso dei miei pensieri "...per tutto questo tempo tu hai posseduto le Chiavi del Cuore, e avresti potuto decidere le sorti di qualsiasi Amore in qualsiasi posto. Compreso il tuo."
No! Io sono partito per quest'Odissea per ritrovare la forza di Amare di nuovo... per darmi una nuova speranza, per trovare una mia casa di tenerezza e gioia... ed avrei potuto quando volevo.
Avrei potuto avere l'Amore quando volevo! IO decidevo Amore. No! E' un assurdo scherzo del destino. Non riesco a crederci.
Ade scoppia in una risata fragorosa mentre mi accascio in ginocchio, tremante, scosso da brividi.
"Avanti Shin. E' giunta la tua resa. Dammi le Chiavi. A te non servono più. Sei giunto alla conclusione troppo tardi. Se mi darai le Chiavi ti risparmierò. Non puoi battermi e lo sai. Sono il Signore degli Inferi. Devi scegliere. O l'Amore e la Morte, o niente Amore e la Vita."
Ecco la scelta.
O Vita. O Amore.
Ade si avvicina e rimane interdetto.
La figura accasciata di Shin, capo chinato per terra, ora non è più scosso da brividi. Sta ridendo.
Ade, per la prima volta dopo secoli, è stupito un secondo, ma poi si riprende. Probabilmente Shin è impazzito si concede di pensare l'Oscuro Signore. Ma dopo un secondo di tranquillità, il volto del Re degli Inferi si deforma in una maschera d'incredulo terrore.
Già.
Shin è in piedi. Regge le Chiavi del Cuore con le mani. Ma non sembra intenzionato a donarle ad Ade... tanto quanto...
"NOOOOOO!" urla Ade, ma non c'è niente da fare.
I frammenti delle Chiavi del Cuore si disperdono per il pavimento. Shin, mani sanguinanti, continua a ridere.
"LE HAI SPEZZATE! FOLLE! PERCHE'!"
"Io non prendo ordini Ade. Neanche da te. Se poni Shin di fronte a due alternative, Shin sceglie la terza. Sempre."
Il volto di Ade si contrae in una smorfia di rabbia.
"Preparati mortale. " ringhia astioso "Ora affronterai il terrore più ancestrale che tu possa provare. Non ti ucciderò Shin. Ti torturerò a lungo. Hai mandato a monte i miei piani."
"Non ho più niente da perdere, Ade. Fatti sotto."
Ed è così che iniziai la mia battaglia contro Ade.
Shin
Non posso ucciderli. E non posso farmi uccidere da loro.
Ma io rimarrò sempre un essere logico. Non ci posso fare niente. Solo l'Amore mi fa uscire dalle logiche ma ora Amore non c'è.
E ragionando ho trovato la soluzione.
"Ah! Stolti!" esclamo con voce stentorea. "Quindi è questo che volete! Essere eliminati l'uno dietro l'altro senza pietà?"
Il più vicino di quegli esseri antropomorfi fa un timido passo in avanti.
"Certo!" insisto "Sicuro! Venite qui! Ne ho per tutti!"
I mostri si guardano tra di loro con aria interrogativa.
"NON HO PAURA DI VOIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!" e quest'urlo risuona fino a scuotere le fondamenta della fortezza di Ade.
Non ho paura di loro.
Ma loro ora hanno paura di me.
E lentamente iniziano a ritirarsi.
Sono libero di proseguire.
L'intelletto, la ragione, al fin sempre prevale.
Shin
Sono spesso una persona presuntuosa ed altezzosa. Lo so.
Ma stavolta sono pronto anche ad accettare un consiglio.
Se li faccio fuori, in futuro diventerò come loro.
Se non li faccio fuori, mi fanno fuori loro.
Io non sono in grado di operare una scelta che mi conduca al fallimento qualsiasi delle due strade intraprenda. In quei casi, quando succede, preferisco starmene nel limbo ad aspettare che magari qualcosa cambi, qualcosa si evolva in meglio.
Non ha tanto senso, meglio togliersi i denti subito, in genere, e poi pensare a ripartire alla grande.
Ma così ti giochi le grandi occasioni della tua vita.
Shin, non farmi male, mi hai già fatto male abbastanza... ti credi di poter andare a portare in giro la mia anima così facilmente, senza nessun rispetto per me. Se un giorno uscirò dallo stanzino in cui mi hai rinchiuso tanto tempo fa, te la farò vedere io.
E' una maledetta vita in cui non posso fare altro che combattere.
Per ogni passo avanti, cento passi indietro.
Shin
Non riesco a provare rimorso, continuo a mietere, seppure disarmato, tutti questi meschini servitori di Ade.
Un calcio qui, un pugno lì... e crollano tutti miseramente vittime della mia esasperata violenza. E' tutto troppo facile.
Le sale si alternano vorticosamente, e nessuno è in grado di fermarmi.
Un secondo di lucidità e mi dico che qualcosa non va. Qualcosa decisamente non va.
Mi fermo. Gli sgherri di Ade mi guardano stupefatti. Chiudo gli occhi, come tutte le volte in vita mia che ho voluto vedere il futuro. E mi concentro. Ed ecco che appare una visione.
...devo assolutamente sconfiggere gli invasori. Seguo gli altri miei simili alla carica, mentre questi coraggiosi tentano di intrufolarsi nel palazzo del mio signore. Non so come abbiano fatto a superare il labirinto, poco mi importa, il mio scopo è di fermarli, di non permettere loro di inconrare Ade. Sono solo una macchina votata ad uccidere. Le mie carni straziate non mi concedono pietà. So che se anche gli invasori mi mettessero fuori combattimento, l'Oscuro Sovrano mi ricostuirebbe della mia paura e del mio sempiterno dolore, per darmi nuovamente la possibilità di combattere per Lui. Sono fatto d'ombra, sono soltanto una macchina assassina...
Mi riprendo sgomento da ciò che ho visto. Ecco cosa rischio. Uccidendo senza termine queste creature, rischio di diventare preda dell'odio e della frenesia, dimentico d'ogni sentimento che non sia la rabbia. Ho vissuto per l'Amore ed esso mi ha deluso e sto permettendo ad Ade di trasformarmi in un altro dei suoi sgherri. Di diventare un'ombra senza ragione, vittima dell'odio e del dolore.
Ma come fare? Se non li faccio fuori io, faranno loro fuori me.
Si avvicinano di nuovo, le bocche aperte in ghigni che sembrano provenire da uno schizzo di un disegnatore ubriaco.
E' solo un incubo, un pessimo incubo, di scarsa qualità peraltro.
Ci deve essere una soluzione.
Solo che non la conosco.
Shin
Look at me.
For what I've said and done, this is the place that suits me da best.
U simply cannot see me as U'd normally do. I am being kinda kidnapped.
I am being kidnapped by a strange rage... I become possessed and I slowly decade to anger.
I run thru thoze hallz, da hallz of Hades, and I'm no more than a shimmerin' shadow.
I jump. And I bounce from ceilings to floors, like a maniac spring.
None of Hades' minions can stop me. It just seemz like there're more than one of mine.
Dunno what's happenin', can't help, can't honestly say a phuckin' word about that.
My mind is into a rage, my body flips around, and I am a dancin' shadow and I run thru shadows.
THOU SHALL HELP ME. Or I risk to become just another of Hades' minions.
And now I understand.
But can't stop.
Shin, the power within
Sono dannatamente più veloce.
I colori mi sfrecciano affianco e svaniscono in un vorticare di immagini che non riesco a riconoscere. Le sale di Ade sono lente, lentissime, ed io sono rinvigorito da non so quale energia, forse l'entusiasmo di aver superato il labirinto. Non so.
Servitori dell'oscuro signore mi si parano innanzi eppure li supero con incredibile agilità. Eccomi correre lateralmente sul muro mentre mi fissano attoniti, eccomi spiccare un balzo di tre metri oltre le loro teste.
Sono un'ombra felina, non mi possono fermare.
Continuano ad aumentare in numero, ma più diventano, più cadono.
Il ritmo accelera. No, non ce n'è proprio per nessuno.
Guardami, sono quell'ombra che guizza di parete in parete, sono il motivo per cui tutti questi miseri e gretti schiavi di Ade periscono l'uno dietro l'altro. Sono tronfio del mio stesso orgoglio, il principe vanesio dei corridoi.
Non temo niente, sono l'ombra che danza.
E sono dannatamente più veloce.
Shin
Dedalo è incredibilmente veloce. Non so per quale motivo, ma più provo a colpirlo, più scopro che lui mi precede, senza che io neanche sia riuscito a vederlo.
Non lo batterò con la forza, né con l'agilità. E' impossibile.
Manca l'astuzia.
Mi metto in posizione di guardia totale. Dedalo può anche cercare di battermi ora, finché resto fermo siamo in stallo.
Ecco che mi scopro.
Dedalo lo nota, e attacca. Probabilmente se avesse capito che l'ho fatto appositamente, non avrebbe cercato di sorprendermi.
Dove scopro il fianco, calo subito un pugno secco e deciso, anche se non vedo niente. Ed ecco, sento sotto di me il polso fragile di Dedalo andare in frantumi sotto la mia sferzata.
Dedalo ulula in preda alla sorpresa ed al dolore.
Non starò qui a sentirlo lamentarsi ancora per molto.
Signori, ho chiuso con il labirinto, me lo lascio alle spalle e chiudo la porta. Ciao Dedalo, Shin te l'ha fatta.
Ed ora finalmente si può iniziare a girare per le sale di Ade.
Shin
Non sono nato per accontentarmi.
Mi dispiace, sono fatto così, ho provato a cambiarmi cento volte, ma neanche una volta ci sono andato vicino.
Preferisco puntualizzare: io sono tanto contento delle cose che ho. Ma penso che se ci si ferma, si perde il gusto ed il sapore della vita. La vita è fatta per essere contenti di quello che si ha, ma anche perché questa felicità ti spinga ad avere qualcosa di più.
Io voglio maledettamente di più. Voglio che le occasioni che sembrano venute dal destino si tramutino in qualcosa di reale.
Mentre mi preparo alla sfida con Dedalo, la decisiva prima di uscire dal labirinto, mi appare alla mente una visione.
E' indistinta, per cui non riesco a scorgerne i contorni, ma mi parla con voce femminile.
"Puoi farcela Shin."
Credo di averla riconosciuta.
"Lo so che ci credi, ma vedi... mi sembra sempre tutto così difficile."
"Vuoi arrenderti?"
"Ti ho mai dato quest'idea?"
"No, per nulla."
"Ne ero sicuro."
"E allora qual è il problema Shin?"
"Il problema è il motivo. Non ho una Penelope ad aspettarmi alla fine di quest'Odissea. Vado avanti per curiosità, ma non ho un posto dove tornare. Non ho una casa. Non ho un posto dove stare. Sono solo un errabondo combattente, magari uno dei più stoici, ma pur sempre un vagabondo."
"Ma hai detto di non volere un posto dove tornare."
"Ma lascia stare quello che ho detto! La gente dice tante cose. Ho semplicemente PAURA di non trovarmi a casa neanche nella mia prossima meta."
"E' un rischio. Non vuoi più correrlo?"
"No! Mi vedi sconfiggere idre e minotauri e lo faccio senza nessuna remora o paura. Lo sai. Perché lo vedi. Ma quello che mi chiedi è molto di più per me. Io sono nato per combattere contro mostri, non contro la gente a cui voglio bene. Capisci? La gente a cui voglio bene! Non posso. Non posso davvero."
"Sei sicuro che dovresti combatterci?"
"No! Non mettermi in difficoltà. Non tu. So chi sei. Non lo so se dovrei combatterci. Forse no. Molto più probabilmente sì. E' troppo difficile. Troppo difficile."
"Shin... stai quasi piagnucolando."
"Hai ragione. Devo darmi un contegno."
"Verrai da me?"
"Tu lo vuoi?"
"Sì."
"Ed il motivo per cui tu vuoi che io venga, corrisponde con il motivo per il quale io verrei da te?"
"Non credo. Non ora."
"E allora... uscirò da questo maledetto labirinto, Principessa dei Venti, ma non per venire da te."
"Forse è giusto così."
"L'ho deciso io. E perciò mi sembra giusto."
Shin
Non riesco a crederci.
Ancora lordo del sangue del minotauro, eccomi di fronte ad una porta. E' incredibile... c'è davvero una porta.
La apro, ed ecco un corridoio. Non ha la stessa struttura del labirinto, gli assomiglia soltanto, sembra come un passaggio tra il dentro e il fuori.
Ma non sono solo. Un vecchio macilento mi si avvicina con una strana smorfia sul volto.
"E così... sei uscito eh?" gracchia.
"Sì... ma... mi scusi chi è lei?" lo guardo aggrottando le sopracciglia.
"Io? Io sono Dedalo, ho progettato io quel labirinto."
Dedalo... ecco chi è. Mi ricordo la leggenda, lui e suo figlio Icaro intrappolati nel loro stesso labirinto, ma quello accadde a Creta. Ora siamo in Ade. E lui è fuori dal labirinto.
Dedalo probabilmente indovina il corso dei miei pensieri e mi dice: "Sì... sono fuori dal labirinto perché non potevo due volte di fila commettere lo stesso errore. Stavolta ho progettato tutto con anticipo e mi sono fatto una mappa personale."
Sorrido e lo guardo. Faccio per muovermi ma lui mi ferma con un gesto imponente della mano.
"Fermo lì, straniero."
"E perché mai?", lo apostrofo con aria stupita.
"Perché fallirei se permettessi a qualcuno di lasciare questo labirinto. Il labirinto è tale soltanto se nessuno riesce ad uscirne." conclude gracchiando.
"E vorresti per questo fermarmi? Io sono diretto alle stanze di Ade, e nessuno mi fermerà. Ho sconfitto Cerbero, l'Idra e il Minotauro. Perché credi che un vecchio possa ostacolarmi?"
Appena ho finito di pronunciare l'ultima parola, sento un forte pugno allo stomaco. Dedalo ora si trova a pochi centimetri da me. Mi piego in due dal dolore. Non l'ho assolutamente visto muoversi.
"Ricordati che in Ade non tutto è ciò che sembra."
Mi rialzo a fatica, appoggiandomi su una parete.
"Ah è così..." dico a stento "...dunque... è così."
Vedete, per ogni sfida ce n'è sempre una più grande. Potrei abbandonare il tutto, dopo la fatica fatta un'altra prova così mi sembra pure troppo... ma non lo farò.
Perché non posso, perché devo vedere cosa c'è dopo, perché devo assolutamente incontrare l'Oscuro Signore.
Perché devo chiedergli come mai mi trovo qui.
Shin
Devo assolutamente trovare qualcosa per uscire da questa situazione. Il minotauro è di fronte a me, e sembra non avere punti deboli. Inoltre, io sono disarmato mentre lui ha pure quella pesante ascia che sembra tenere giusto come ornamento, visto che continua a volermi infilzare con le corna.
Guardo intorno a me. Solo ciottoli. Ne scelgo uno più grande degli altri. Il minotauro neanche se ne accorge, schiumando bava dalla bocca si avventa ancora contro di me.
Ed ecco che divento un computer. Calcolo meccanicamente la velocità del minotauro.. la mia forza.. il peso del sasso, ed eccomi che lo scaglio. Lo faccio roteare velocemente sul suo baricentro in modo che segua una traiettoria dritta e so che questa è la mia unica possibilità.
Il minotauro urla di dolore e si porta le mani all'occhio destro, ferito e sanguinante.
Ma è un solo attimo poiché riparte alla carica, con un occhio solo, furioso.
Quello che probabilmente lui come mezza bestia e scarsamente intelligente ignora, è che abbiamo bisogno di due occhi per una corretta visione stereoscopica. Ed ecco, non riesce più a prendere le distanze... il muro gli è troppo vicino quando io mi scanso all'ultimo secondo, e le corna aguzze vi penetrano per qualche buon centimetro.
Il minotauro è sorpreso e confuso, con le corna conficcate tenta di liberarsi, senza successo, la sua stessa carica portentosa gli è stata fatale.
Tenta di usare le mani, ma per questo lascia cadere la sua pesante arma. Ultimo errore.
Da dietro mi avvicino, e ancora colto da quel raptus di follia insana che fece già vittime Cerbero e l'idra, uso la sua stessa arma e metto fine alla sua pietosa esistenza.
Era o me o lui.
E ho scelto me.
Posso proseguire.
Shin
Si, si sta avventando su di me bramoso del mio sangue e della mia carne, ed io devo cercare di evitare di essere fatto a fette dalla sua arma, o infilzato dalle sue corna.
Forse sono stato bravo ad arrivare fin qui, forse sono solo stato fortunato, ed è ora che si vede la differenza. Se è più forte Shin, oppure se è più forte il minotauro.
Mi carica con furia, ma è pesante, mentre io sono più svelto ed agile, e riesco a scartarlo, tuffandomi sulla destra e rialzandomi con agilità.
Ancora mi attacca, e ancora lo evito, ma stavolta la sua lama ha fischiato forte vicino alle mie orecchie.
Per quanto potremo andare avanti così? Presto o tardi io non riuscirò ad evitarlo ed allora lui banchetterà con i miei resti, avido ed orgoglioso d'essere stato lui ad arrestare il mio cammino verso le stanze di Ade.
Indietreggio e la risposta alla domanda di prima si pone fredda e inesorabile, come il muro che trovo alle mie spalle.
E' forse questa la fine?
Il minotauro sbuffa e raspa col piede all'indietro. Poi carica.
Mi tuffo tra le sue gambe aperte con suo sommo stupore... ma lui fa perno su una gamba ed inizia ad inseguirmi. Ho il muro a pochi metri.. non farò mai in tempo a scartare ancora... così corro e poggio il primo piede sul muro. Poi il secondo, e mi do uno slancio all'indietro, volteggiando oltre la testa stupita della bestia, ed atterrando con grazia alle sue spalle.
Posso evitarlo. Ma posso sconfiggerlo?
Shin
Ed eccomi qui... eccomi di fronte alla sfida topica di questo labirinto.
L'odore del suo fiato è tutto un programma, mentre muggisce rabbioso e mi carica con foga... non riesco a trattenere un brivido di angoscia... sono disarmato, inerme, e non so come affrontare questa bestia altra oltre due metri.
Non cadrò, non ora, non qui... anche se non so perché.
E così, anche se potrebbe sembrare soltanto un altro inno al massacro, mi metto in posizione di difesa e aspetto che mi venga sotto.
Credo di potercela fare.
Altrimenti... beh.. sarà un bel problema.
Shin
Nel labirinto, ad un certo punto, mi rendo conto che se continuo a vagare non avrò alcuna soluzione.
Allora mi fermo, un secondo, per rielaborare. Ed a mio sostegno, ecco se chiudo gli occhi mi appaiono cinque muse.
Sono cinque persone che mi hanno dato tanto in questi giorni, eppure non posso dire di conoscerle bene.
La prima è quella che sento quasi tutti i giorni, è una presenza davvero dolce... è una persona speciale che sta cercando la sua strada e glielo auguro.
La seconda, è quella che vuole assolutamente disegnarmi una via d'uscita di qui. E' un folletto, ma è una persona ammirabile.
La terza è un capolavoro di romanticismo, non riesco a non pensare a passare da lei ogni tanto... è più forte di me.
La quarta è una persona incredibilmente dinamica, dolce e davvero mi dispiace non potere uscire con lei, sono sicuro sarebbe divertente.
La quinta, per me è tutt'ora un mistero, forse è quella che mi ha coinvolto di più, ma è anche l'unica con cui ho avuto qualche dissapore.
Queste persone a loro modo mi hanno dato tanto in questi giorni e mi hanno fatto sorridere ben più di una volta.
Forse se un giorno uscirò di qui, sarà solo grazie a loro.
Per ora sto qui... ma forse ho un'idea.
Shin
Tu mi vedi.
Mi vedi vagare con calma, quasi imperturbabile... nonostante quanto questo possa sembrare ridicolo ad un osservatore esterno.
Mi vedi rinnegare l'Amore, mi vedi incedere nel labirinto di Ade, mi vedi sopportare fatiche che altri umani non sopporterebbero.
Mi vedi ammantato nel mantello delle ere, con falde ampie affinché i miei commenti si disperdano tra le pieghe del tempo.
Mi vedi, polveroso e sepolcrale, timido e spavaldo al contempo, perché forse dico cose imponenti, ma le dico sottovoce.
Dammi il tuo cuore logorato e te lo restituirò nuovo di zecca e capace di nuovo Amore.
Ma non ti darò il mio.
Shin
Eccomi... fresco di sogni.
Ho rotto la mia barriera delle emozioni per una sera. Se non sei romanista, mi dispiace, ma non lo potrai capire in tutta la tua vita.
Per il resto, si incede, come mi suole dire e affermare, come sempre, come un pizzico di colore in una vita di grigiore.
Ma non è colpa degli altri, o di quel che mi circonda, è colpa mia, e vi sguazzo bene. Mi adagio nelle mie colpe, mi sento rinfacciare da fantasmi che non sono più di non sapermi assumere le mie responsabilità e rido... perché tanto sono cambiato e sono evoluto che io non sembro più neanche io.
Eppure sotto la scorza, sotto la corteccia, il mio cuore ancora un po' mi corteggia. Ma non cederò... ora è il momento soltanto degli affetti e non degli amori, è il momento dei sorrisi e non dei baci.
Sono il vento che passa tra gli alberi senza foglie.
Sono il corvo che si posa sulla lapide.
Sono l'humus fresco che circonda la tomba.
La MIA tomba.
Ma non sanno che sono vivo e tornerò.
Quando riuscirò a sfuggire dai meandri di Ade.
Qualora ci riesca.
Shin
Ti odio, Shin.
Sei tu che hai rovinato la mia vita che andava tanto bene prendendo decisioni che NON ti spettavano, scegliendo strade pericolose senza pensare alle conseguenze per me. Hai deliberatamente ignorato ogni mio avvertimento, te ne sei gloriosamente infischiato presupponendo di aver ragione tu a priori e che poi io mi sarei ricreduto.
Ti odio.
Mi hai privato della capacità di Amare, come invece avrei potuto fare un tempo, mi fai sentire un burattino vuoto e inconcludente, mi fai sentire un involucro pieno di un NULLA urlante, come un cane rabbioso che morde e scalcia.
Mi hai violentato, mi hai prostituito, mi hai reso niente più che una cosa buttata lì sul ciglio del marciapiede.
Non solo non ti rispetto. Ti odio proprio.
Firmato: Shin, il viandante in Ade
Provateci voi.
Provateci voi a viaggiare in un labirinto infame, dove ogni volta una creatura diversa sembra pronta a volerti fare la pelle. Dove ogni tanto (ma neanche tanto) senti urla strazianti e lamenti soffocati. Provateci voi a esplorare antri e recessi di terrore quali quelli in cui mi trovo.
Vorrei un'altra vita, magari altre due, oppure questa ma un po' meglio. Sono d'accordo, le cose vanno circa bene, ma punto sempre a qualcosa che non ho, che non posso avere, e che vorrei.
Mi piace perdermi nei miei sogni e non credo sia un grande sbaglio. Darò fondo ad ogni mia energia. Speriamo di trovare altre belle energie lungo questa interminabile strada che voi vi ostinate a chiamare vita.
Shin
Rieccoci qui.
Ah, dopo tutte le cose successe negli ultimi 4 giorni mi sembra quasi incredibile tornare a parlare di Ade e di questo viaggio incredibile.
Però...
Guardami... attraverso lo specchio con calma e cura per non tagliarmi con le acuminate punte che brillano in penombra.
Il cuore a mille, la mente forse a duemila, e ogni singolo sogno che dovrei avere è quasi intatto, non è andato in frantumi con lo specchio.
Non ho ancora sbagliato abbastanza. Ci sono pensieri che tornano, come pensieri che vanno e vengono, ma il tempo li addolcirà.
Sono riuscito a farmi dare il numero di telefono di una ragazza che mi interessava.
Non la chiamerò... non ora. Non ne ho voglia.
La vita è stranissima.
Ma una volta di più... per me... sinceramente...
...va bene così.
Shin
Succede poco spesso. Ma succede.
Cercando la via dispersa di questo mondo illusoreo, sono ricapitato nella stanza degli specchi, ove uccisi l'idra. Il cadavere del mostro, puzzolente e aberrante era ancora lì. Ero sul punto di cedere. Perché non è possibile, davvero, puoi mettere sotto pressione un uomo finché vuoi, ma arriverà presto o tardi al suo momento di rottura.
Preso dalla rabbia, dall'odio, o forse dal tormento, infransi un pugno contro lo specchio a me più vicino. Lo specchio andò in frantumi e lacerò la carne del palmo della mia mano. Mi raccolsi, fermando l'effluvio del mio stesso sangue con un lembo della mia tunica. L'emorragia era contenibile, ma io ero una massa inerme e fremente, quasi l'ombra e nulla più dell'impavido combattente che aveva messo piede, sprezzante, in questi luoghi.
Fu allora che accadde. Oltre lo specchio in frantumi, ecco un altro corridoio. Illuminato. Accogliente.
Eccolo, il mio passaggio segreto. Dietro lo specchio.
Osservo i frammenti di me, che rimandano un'immagine distorta di ciò che non sono. Mi osservo, lordo del sangue mio e dei mostri che ho sconfitto.
Attraverso con circospezione lo specchio, e sono dall'altra parte.
Ti capiterà di chiederti perché ancora inceda in questi mondi bui. Non lo so, la mia risposta più sincera è che non lo so. Ma non mi basta per dire che è finita e che mi arrendo. E che non andrò più avanti.
Potrebbe essere peggio, dopo.
Ma non mi spaventa.
Avanti.
Shin
Ecco perché non riesco ad uscire.
Non sono pronto per uscire, deve passare ancora del tempo prima che possa districarmi da questo dedalo ossessivo. Prima che possa permettermi di trovare una qualsiasi uscita.
Ora so, ora conosco la differenza tra il labirinto di Creta e quello di Ade. Dedalo qui si è ingegnato molto, molto di più. I rumori che sentivo non erano l'ansare di chissà quali bestie pronte ad accogliermi appena girato l'angolo. Ci saranno anche loro, certo, l'idra ne è una prova. Ma non è solo questo.
Il labirinto SI MUOVE. Non è un labirinto statico. E' un labirinto dinamico, sezioni di muro scorrono e formano nuovi intricati percorsi. Non me n'ero accorto, ma è palese ora.
Alla luce di questa nuova, sconcertante, tremenda verità in base alla quale devo rifare tutti i miei conti, ricomincio il mio cammino.
Vedi, non è così facile, non ti credere che io sia quello che non sono. Io sono quello che leggi, sono semplicemente questo. Sono uguale a te eppure sono speciale per qualche piccola misteriosa ragione.
Una ragione evidentemente valida per essere mortale vivo in Ade.
Un altro sogno si sfalda e va a sfacelo.
Shin
Non è qui.
Maledizione, Ade vincerà davvero se tutto prosegue in questo modo. La mia anima si oscura ancora, possibile che non riesca a far altro che entrare e uscire da uno stato di odio verso il mondo che mi circonda, pur cercando di amare a mio modo le persone che mi tengono compagnia?
Ade, stai vincendo, oggi fossi in grado manderei in pezzi questo ridicolo pianeta solo perché ne ho voglia, ma non credere che ti risparmierei. Saresti solo la prossima vittima. Ma forse è quello che vuoi da me, traviarmi fino in fondo, cancellare la mia precedente esistenza e ridurmi ad uno stato pressoché vegetativo d'odio e meschinità.
Livore, rabbia, odio, infamia, meschinità, viaggio senza pace nero pece...
Trovami una via d'uscita viandante misterioso, perché io qui ci muoio davvero.
Anima d'ebano, inghiottendo luce e di fuoco scuro brucia.
A morte il mio pensiero, aborto del feto d'un segreto mai svelato.
Shin